Il suicidio fa notizia. E il contrario?

Credo che le notizie dei suicidi possano avere un pessimo effetto sui borderline e sulle persone problematiche in genere. La mia opinione è che in questi casi (ma anche, per esempio, per i sassi dal cavalcavia) sarebbe opportuno evitare la notizia. Che ne pensate? Particolarmente gradite le opinioni degli psicologi all’ascolto 😉

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8 pensieri su “Il suicidio fa notizia. E il contrario?

  1. Alberto

    Io altaleno tra opposte conclusioni: a volte penso che non si dovrebbe dare notizie di suicidi ma anche di omicidi e a volte non ne sono convinto.
    L’unica cosa certa è che non vorrei che si dessero notizie di code di coglioni fuori da un tribunale, di decerebrati che cercano di apparire in tv sfruttando proprie tragedie familiari, di deliri di presunti colpevoli di omicidi, varie ed eventuali.

    Scusa per le parole che ho usato ma non ne conosco di altre per descrivere il vuoto spinto della mente di certe persone.

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  2. Paola Bressan (il colore della luna)

    Psicologa all’ascolto agli ordini!
    Mi risulta che la tua intuizione sia corretta. Il fenomeno è stato chiamato “effetto Werther”: la pubblicazione del romanzo di Goethe “I dolori del giovane Werther”, in cui il protagonista si suicida, suscitò un’ondata di suicidi emulativi in tutta Europa, tanto che in alcuni paesi fu vietata la circolazione del libro. Dati sull’effetto Werther negli Stati Uniti: nei due mesi successivi alla notizia di un suicidio a cui viene dato molto rilievo sui giornali, si hanno in media 58 casi di suicidio più del normale. (Questo negli anni ’50-’60: probabilmente ora, con la TV, è anche peggio.) Ricavo questi dati dal bel libro di Cialdini “Le armi della persuasione”. Cialdini sostiene che la risonanza data al suicidio spinga alcune persone simili alla vittima a suicidarsi perché ora ai loro occhi l’idea del suicidio appare in un certo modo legittimata. Pensate che anche gli incidenti mortali in genere aumentano dopo la notizia di un suicidio clamoroso (il picco è 3-4 giorni dopo la diffusione della notizia). La ragione più probabile è che si tratti di suicidi camuffati.

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  3. Giorgio Zanetti

    @ Alberto: in generale, vale per qualsiasi tipo di notizia in genere, il giornalista o conduttore di turno dovrebbe interrogarsi sugli effetti che l’argomento potrebbe provocare in che ascolta o legge (poi ci sarebbe anche un discorso sul dolore che fa audience, su persone disturbate e frustrate che cercano – e ottengono facilmente – visibilità compiendo atti più o meno gravi. Hai ragione, mi verrebbe da allargare il discorso, ma temo si rischi di andare fuori tema)

    La mia preoccupazione era rivolta ai più soggetti potenzialmente più “deboli”, penso ad esempio agli adolescenti che attraversano un periodo difficile, caratterizzato da una certa confusione, sul non sentirsi all’altezza delle aspettative che quella nuova fase della vita comporta.

    @ Paola, grazie dell’interessante contributo! Quindi i dati statistici confermerebbero il rischio reale di “effetto emulazione” (chiedo venia se il termine non è tecnicamente corretto). Immagino che i giornalisti conoscano il fenomeno. Possibile che la tanto sbandierata deontologia non tenga conto anche di questi possibili effetti e ci si nasconda sempre dietro al diritto/dovere di informare?

    Qualche giornalista all’ascolto?

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  4. marcolinux

    urca, sta diventando un blog di spessore 🙂

    mi permetto una battuta, un pò macraba ma tant’è.
    in riferimento ai due post in file (enzo biagi e poi questo sui suicidi) sono certo che qualche commentatore da 2 soldi riuscirebbe a trovare un iperbolico nesso.

    cmq anch’io credo che davvero certe notizie non sono davvero “informazione” ma “intrattenimento” per il popolino.
    come gli strilloni (o come diavolo si chiamano) che trovo tutti i lunedì fuori dalle edicole in cui i giornali locali fanno la conta dei morti del sabato sera… davvero triste e inutile sguazzare in queste cose.
    con il grave e perpetrato danno alla società dovuto alle emulazioni che ne conseguono… sono anche fatti provati (come dice Paola) e mi chiedo davvero perchè nessuno si incatzi e prenda provvedimenti. (uh, ma c’è il DOVERE di cronaca, la LIBERTA’ di stampa… mannaggia! la morale e l’etica invece sono spazzatura rispetto alla DEONTOLOGIA professionale)

    non so come fanno negli altri Paesi, so solo che nel nostro paese (minuscolo) ci facciamo una bella trasmissione con Vespa.

    bb,
    m

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  5. Giorgio Zanetti

    urca, sta diventando un blog di spessore

    …più che altro un blog di utilità, nel caso ballasse la sedia. 😉

    cmq anch’io credo che davvero certe notizie non sono davvero “informazione” ma “intrattenimento” per il popolino.

    Il cosiddetto infotainment ha veramente rotto. Ma la cosa grave è che fa anche grossi danni…

    non so come fanno negli altri Paesi, so solo che nel nostro paese (minuscolo) ci facciamo una bella trasmissione con Vespa.

    forse volevi scrivere “vespa” 😉

    Comunque, a parte gli scherzi, mi farebbe piacere davvero sentire il parere di un giornalista intellettualmente onesto. Nelle redazioni ci sono padri e madri di famiglia, possibile siano insensibili alle conseguenze delle notizie dei suicidi?

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  6. LV

    una goccia di veleno:
    passi per il suicidio, ma se gli adolescenti mi vogliono emulare, che so, elisabetta gregoraci o costantino vitagliano o… la pivetti??
    censura censura censura!

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  7. Francesco

    Perdonami Giorgio se arrivo solo adesso a dare il mio parere, in effetti ero curioso di leggere prima i possibili commenti di gente piu’ esperta, e questo e’ successo.
    Comunque mi trovo in perfetto accordo con te.
    Ci vuole molto tatto nel dare alcune notizie. Vedi cosa e’ successo Domenica? Hanno detto che un “Tifoso” e’ stato ucciso da un poliziotto … e subito c’e’ stato chi se ne e’ approfittato!
    Bastava non dirlo … con alta probabilita’ non sarebbe successo niente.

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  8. Giorgio Zanetti

    Ciao Francesco!

    Condivido solo in parte. Anche se comprendo il parallelo tra le due situazioni, ritengo che nel caso di domenica la questione fosse molto più complicata. Io non seguo il calcio da anni, ma ricordo di avere letto da qualche parte via feed una notizia del tipo “Rissa tra tifosi in autostrada. Un morto”. Mi sembra (ammetto che non ho dato grande peso alla notizia) che inizialmente del poliziotto nemmeno se ne parlasse. Ovvio che poi è diventato più difficile non confondere la “vittima” con il “tifoso”.

    Detto questo, la situazione giornalisticamente parlando è stata gestita come al solito con leggerezza, con buona dose di cinismo (ben mascherato da finta indignazione), certamente pensando più ai benefici che l’occasione portava per l’audience che agli effetti che un certo tipo di comunicazione avrebbe potuto comportare.

    PS: Qui siamo off topic, ma meriterebbero un approfondimento anche le responsabilità delle ciniche società di calcio (da sempre hanno rapporti con le frange violente, per loro è sempre e solo una questione di soldi), la imbecille e ingiustificabile violenza degli ultras (chi delinque va punito e messo in condizione di non ripetere il reato), il modo con cui le forze dell’ordine contrastano la violenza (spesso con la stessa gratuita e compiaciuta violenza degli ultras. Sono ultras in divisa), l’incapacità della politica (e ci risiamo, alla fine torniamo sempre a loro!) di trovare delle soluzioni “vere”, definitive (sono stufo dei “giri di vite” sempre annunciati a caldo).

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