Il voto utile

Questa mattina ho scritto una mail a un amico con cui condivido la passione della politica, ma anche l’amara frustrazione per il modo con cui la parte politica che dovrebbe rappresentarci la pratica in Italia. Il ragionamento è superficiale, certamente incompleto, l’ho scritto di botto, senza ragionarci su troppo.

Lo condivido con voi (con qualche piccola modifica) sperando che sia di stimolo alla discussione.

[…] Alla fine, pur turandomi il naso, ho votato Veltroni (IDV alla Camera e PD al Senato).

Da una prima analisi, sembrerebbe che il PD abbia perso al centro e abbia invece drenato voti alla sinistra radicale: un’apparente clamorosa contraddizione per un partito attratto come una calamita dal centro, nato esplicitamente per sfondare tra i moderati […]

Eppure questo fatto non lo trovo così negativo. Purché lo si capisca e sia utile per il futuro.

Non è vero che gli italiani hanno bocciato la sinistra. Hanno bocciato “questa” sinistra radicale, vecchia, egemonizzata da comunisti e post-comunisti (gran parte dell’attuale dirigenza dei Verdi viene da lì), ancora legata a idee, linguaggi, icone, contrapposizioni e conflitti del passato.

Credo che si possa essere moderati nel modo di porsi, ma contemporaneamente “radicali” o “rivoluzionari” su molte questioni: lotta alla corruzione e alle mafie, ricambio delle classi dirigenti con criteri meritocratici, indipendenza dai poteri forti (ci metto tutti: banche, cooperative rosse-bianche-nere, Vaticano, industriali, sindacati, ecc), difesa dei diritti dei consumatori (e non di chi pensa al profitto senza regole), diritto alla sicurezza dei cittadini (sì alla solidarietà per i più deboli, no deciso al razzismo generico nei confronti degli stranieri e dei poveri, ma linea dura contro chi delinque. Il razzismo nasce da queste paure. La Lega vince facendo leva su queste emozioni, mica per il federalismo o la secessione!), pluralismo dell’informazione (cittadini informati = più consapevolezza = più controllo = più democrazia), riforma della scuola e investimenti nella ricerca, ambientalismo e sviluppo (raccolta differenziata spinta, case “ecologiche”, fonti rinnovabili – prendiamo esempio dai paesi del Nord Europa che stanno facendo cose egregie -, ma anche nuove infrastrutture, ovviamente a basso impatto ambientale), lotta decisa all’evasione fiscale (ma senza odiose criminalizzazioni a priori), semplificazioni delle leggi, tagli agli sprechi e alla burocrazia, informatizzazione dello Stato e investimenti su formati aperti (io sono decisamente per il passaggio a sistemi operativi e applicativi open-source, ma mi accontenterei di imporre questa semplice regola: nel pubblico si può usare software proprietario e chiuso, a patto che il formato dei dati memorizzati sia aperto. La migrazione sarebbe sempre possibile in qualunque momento e non si sarebbe sottoposti al ricatto “se cambi perdi tutto e devi ricominciare da capo”). E potrei continuare…

Qui trovi proposte di centro, di sinistra, e anche di sinistra “radicale”. Gran parte, credo siano semplici regole di buon senso, non classificabili con i classici schemi destra/sinistra. Ma si deve voltar pagina. Presto.

Ovviamente sono solo parole, ma sarei pronto a scommettere che se il centro-sinistra fosse portatore di un’alternativa vera, innovativa, credibile e realizzabile, sarebbe votato senza indugi e filtri olfattivi dai naturali sostenitori, e sfonderebbe non solo al centro ma anche a destra.

Annunci

4 pensieri su “Il voto utile

  1. irenespagnuolo

    Non ti resta che assumermi come rompighiaccio…:))
    Bellissimo pezzo. Lucido, decisamente intelligente ed equilibrato. Un piacere leggerlo…
    Irene

    Rispondi
  2. Luigi

    Ciao Giorgio,
    è tutto chiaro, corretto e condivisibile ciò che hai scritto!
    Peccato che io creda che oggi in Italia non ci sia proprio la volontà di cambiare le cose. A Roma sono troppo impegnati a tutelare gli interessi privati dei “soliti noti”.
    Quindi, a prescindere che governi la destra, il centro o la sinistra, gli interessi della collettività non saranno mai in primo piano. E nemmeno in secondo o terzo….

    Rispondi
  3. Giorgio Zanetti

    @ Irene: bravissima, assunta! Ti invidio, sono specializzato come rompi…scatole e per me è difficile ricevere proposte di lavoro 😀
    Un abbraccio, a presto!

    @ Ciao Luigi, che piacere la visita!
    Quello che scrivi, anche se qualche neo-saccente (il guru è quel netturbino specializzato nella raccolta serale di monnezza “porta a porta”) la eticherebbe subito con sdegno come “antipolitica”, è un analisi purtroppo realistica.

    Io ho provato a ribaltare il punto di vista: sono partito dal voto turandomi il naso (realtà), ho cercato di vedere nella sconfitta il lato positivo di un’apparente contraddizione (bicchiere mezzo pieno) e, sforzandomi di diventare propositivo, ho cercato di indicare una strada da seguire (sogno?).

    Da sveglio, constato amaramente che il bicchiere è vuoto e la Casta ha svuotato anche tutte le bottiglie 🙂

    Grazie in ogni caso del contributo!

    Rispondi
  4. marcolinux

    purtroppo non ho il tempo fisico di scrivere in lungo e in largo, quindi farò una specie di sintesi un pò confusa:

    premessa
    – nessuno si aspettava ‘ste elezioni, quindi nessuno era preparato
    – era IMPOSSIBILE vincere, siamo italiani “ci piace” l’alternanza, soprattutto se la sinistra si spezzetta (e litiga continuamente quando governa)
    – non è colpa degli elettori che “non hanno capito”… se uno non capisce bisogna anche vedere se gli hanno spiegato bene…

    svolgimento
    – la campagna elettorale di veltroni è stata molto soft, secondo alcuni e mi ci metto, anche troppo soft. il “ma anchismo” non è molto piaciuto, è stato orchestrato bene il livellamento su “i programmi sono uguali”, mentre purtroppo l’oggetto del contendere forse era altro, era lo “STILE”. la realtà è che ha vinto la “copia” del PD, un partitone fatto in fretta e furia.
    – secondo molti hanno vinto i partiti “sinceri”, come IDV e Lega, che dicono sempre le stesse cose e le praticano (fucili a parte… che io sappia)

    conclusioni
    – non butterei a mare nulla, il PD è un progetto molto ambizioso che dovrà strutturarsi, radicarsi e soprattutto definirsi, rinforzarsi e dare maggiore fondatezza e credibilità ai vari “ma anche”, altrimenti il “si può fare” sembra un pò una presa per il c. come il “può farlo qualcun’altro” di homer simpson 😀

    postilla
    – in tutto questo, anche se dobbiamo forse ancora prendere tempo per capire bene, non so dove mettere il “fenomeno” grillo… quanto e come ha influito e influirà? esiste una seria e valida alternativa a _questa_ politica? esperienze come “per il bene comune” hanno futuro?

    bb,
    m

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...