Rassegna stampa internazionale /031

EarthRAPPORTI CINA-USA

Cina e America rappresentano davvero una strana coppia. Ci sono voluti, dalla fine del secondo conflitto mondiale, più di trent’anni per riprendere normali relazioni diplomatiche; ora i due paesi sono, da dieci anni a questa parte, in una stretta interdipendenza economica. Si guardano con sospetto, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro. Né il mondo può reggersi senza che le due potenze trovino un accordo.

La Cina vanta un credito di 800 miliardi di dollari verso gli USA, potendo quindi disporre di una potente arma di ricatto. Nel continente africano persegue una politica fortemente espansiva e, come abbiamo visto nei post precedenti, non si cura certo dei diritti umani per arrivare allo scopo. Molti al Dipartimento di Stato americano sono convinti che sia la Prussia del XXI secolo. Eppure gli USA vantano un PIL pro capite 14 volte superiore a quello cinese, le spese per armamenti sono sei volte quelle cinesi e il predominio americano sui mercati mondiali ancora difficilmente scalzabile.

Questo dovrebbe condurre l’Amministrazione USA a scelte meno emotive e, soprattutto, meno inclini a rafforzare spinte protezionistiche che potrebbero determinare un avvitamento pericoloso nelle relazioni economiche, con un conseguente aumento della disoccupazione americana (uno yuan debole permetterebbe alle merci cinesi di invadere ancor di più i mercati internazionali). Occorre considerare infatti che dietro la facciata di parate militari, di retorica profusa a piene mani, la Cina nasconde una realtà interna molto travagliata e che il compito degli USA, senza voler dare lezioni a nessuno, è accompagnare questo immenso paese a superare l’assetto autoritario attuale verso forme democratiche in grado di rafforzarne la stabilità interna.

EUROPA

Ci sono due prospettive da cui guardare l’intera saga della Opel venduta dalla GM al gruppo MAGNA con il rilevante intervento degli aiuti di stato tedeschi pari a 4,5 mld di euro. Alcuni l’hanno inquadrato come la fine del progetto di un unico grande libero mercato europeo.

La Commissione Europea si è mossa troppo tardi, le risposte tedesche sono state evasive e preoccupate, nell’imminenza della campagna elettorale, di salvaguardare posti di lavoro nel proprio territorio più che dei riflessi sull’effettività delle regole comunitarie. D’altro canto, il fatto che l’inchiesta proceda senza alcun timore reverenziale verso la Germania sta a indicare che il sogno – o progetto – di un unico grande mercato per 400 mln di consumatori ha una forza di attrattiva in sé che nemmeno questi incidenti di percorso possono fermare.

In questa chiave si possono leggere anche le ultime dichiarazioni dell’Amministrazione Francese più che mai decisa a rafforzare il legame col partner tedesco, per creare un’Europa in grado di essere ascoltata a livello planetario con proposte comuni e azioni comuni su vari fronti (ambiente, immigrazione, tasse, ecc.).

Perché questa ripresa francese? C’è la consapevolezza che una probabile vittoria dei conservatori euroscettici in Gran Bretagna renderebbe difficile far decollare un simile progetto. Tutto a posto dunque? La Germania in verità frena, ha altre priorità: specialmente l’Est verso Polonia e, soprattutto, la Russia (si ricorderanno gli accordi con Rosatom, la fornitura di treni tedeschi sulla linea ferroviaria Mosca S. Pietroburgo, ecc. ). Le due economie poi, quella francese e tedesca, sono più portate a competere che ad integrarsi e i differenti livelli di debito e deficit fra i due paesi, col rispettivo tentativo di scaricarne gli effetti sugli altri Paesi, potrebbero rinfocolare i problemi anziché appianarli.

[Fonte: 01]

ASIA

Terrificanti le notizie che filtrano dalla Corea del Nord. Si parla di campi di prigionia dove sarebbero incarcerate da 150 a 200 mila persone, tra cui intere famiglie, condannate per attività controrivoluzionarie. All’interno di queste strutture, la tortura e la denutrizione sarebbero pratiche abituali.

La fame starebbe uccidendo fra 600 mila e 1 milione di persone, specialmente nelle regioni più interne. La borsa nera, la corruzione la farebbero da padrone. Dunque, perché non si parla mai di questa situazione? La risposta è semplice. La Cina è preoccupata di evitare destabilizzazioni nell’area, la Corea del Sud, al di là delle dichiarazioni formali, non vuol farsi carico. Gli Usa sono preoccupati che l’armamento nucleare non alteri gli equilibri della regione. Come uscirne? Occorrerebbero trasmissioni radiofoniche in grado di sostenere la popolazione e fomentare rivolte, sul modello adoperato in Europa verso i paesi della cortina di ferro.

[Fonte: 01]

MEDIO ORIENTE

La Turchia sta cercando un nuovo approccio verso i Curdi, una politica apparentemente più conciliante e tollerante rispetto al passato. Sono stati liberati alcuni combattenti del PKK, trattative sono in corso per un riconoscimento di autonomia al Kurdistan in cambio dello sfruttamento dei pozzi petroliferi nella regione al confine dell’Iraq del Nord.

Eppure i falchi di entrambi gli schieramenti non desistono: dal lato turco si teme che per questa via si possa arrivare alla disgregazione del Paese; dal lato curdo, è sempre alta la paura che la Turchia riprenda l’azione militare repressiva che l’ha contraddistinta in decenni a questa parte.

[Fonte: 01]

VATICANO

Si profila una notevole crisi nei rapporti fra la Chiesa Cattolica e quella Anglicana. All’interno di quest’ultima, da parecchi anni, vi sono consistenti gruppi tradizionalisti che non hanno affatto gradito dapprima l’apertura al sacerdozio per le donne, poi la nomina di un vescovo dichiaratamente gay. Benedetto XVI ha emesso motu proprio una disposizione con la quale si rende disponibile ad accogliere, all’interno della Chiesa Cattolica Romana non già singoli individui bensì parrocchie ed intere diocesi che ne facessero richiesta. Con esclusione dei vescovi, ammetterebbe anche preti sposati un po’ come nei confronti di quelli di rito cattolico bizantino. La domanda a questo punto diventa come sarà sostenibile il celibato nella Chiesa Cattolica Occidentale, visto che già anche in quella africana è profondamente ignorato.

[Fonte: 01]

ITALIA

Puntuale si abbatte la scura britannica sul Belpaese. Si fa notare in questo articolo, e a ragione secondo il curatore di questa rubrica, che i problemi giudiziari di Berlusconi stanno sopravanzando quelli veramente urgenti del Paese: dalla mancanza di liberalizzazioni alla riforma seria del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali; dalla modifica dell’età pensionabile ad una riqualificazione della spesa pubblica. Si adombra il sospetto che le sparate contro i giudici comunisti altro non siano che il collante che tenga unita una pseudo maggioranza profondamente divisa in materia economica e sociale.

[Fonte: 01]


Leggi l’archivio di Rassegna stampa internazionale

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...