Li mortacci tua /268

RACCONTO ALLA MANIERA DI ENNIO FLAIANO

Quando si sparse la voce che il premier corruttore e donnaiolo si era dimesso, vi furono manifestazioni di giubilo in tutto il Paese. I leader dell’opposizione furono concordi nell’affermare che finalmente si poteva metter mano ai gravi problemi lasciati irrisolti dal governo dimissionario e che per fare ciò occorreva un grande sforzo di unità nazionale.

Le consultazioni del presidente della repubblica cominciarono in un clima di fervido ottimismo, ma ben presto emersero tatticismi e distinguo. Chi reclamava il voto subito, chi dopo sei mesi, chi dopo un anno. Chi proponeva un governo del presidente, chi un governo di salute pubblica, chi un governo tecnico. Chi suggeriva una nuova legge elettorale proporzionale, chi maggioritaria, chi mista.

Dopo settimane di sterili trattative fu chiaro che nessuno aveva il coraggio di assumersi l’onere di tagliare gli stipendi pubblici, allungare l’età pensionabile e aumentare le tasse. Al colmo della disperazione, il presidente della repubblica convocò il premier per respingere le sue dimissioni, ma quello, impegnato in una cena elegante con una ventina di ragazze, non si fece trovare.

[L’archivio degli epitaffi | “Li mortacci cosa?”]
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