Eli Pariser: Attenti alle “gabbie di filtri” in Rete [video]

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Eli Pariser: Attenti alle “gabbie di filtri” in rete [TED.com]

Nel loro tentativo di fornire servizi su misura agli internauti (assieme a notizie e risultati di ricerca), le aziende virtuali (web companies) ci fanno involontariamente correre un rischio: rimanere intrappolati in una “gabbia di filtri” che ci ostacola l’accesso ad informazioni che potrebbero stimolarci o allargare la nostra visione del mondo. Eli Pariser argomenta in modo convincente come questo rischio sia negativo per noi e per la democrazia.

[via Manteblog]

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2 pensieri su “Eli Pariser: Attenti alle “gabbie di filtri” in Rete [video]

  1. ManuelaMattei

    Molto interessante, Giorgio! Però è anche vero che i motori di ricerca accorciano i tempi di reperimento di un’informazione. Che fare allora? Io per esempio lascio i miei dati con il contagocce. Purtroppo dal 1 marzo 2012 Google vuole sapere un sacco di cose di chi naviga… 😉

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  2. Giorgio Zanetti

    Manuela, ho condiviso questo video perché è innanzitutto un ottimo spunto di riflessione. Per questioni anagrafiche e per interesse, sono un antico frequentatore della Rete e ne sono un accanito sostenitore. E’ evidente che i benefici sono innumerevolmente più alti dei pericoli. Non ho mai sopportato i tentativi di regolamentare o controllare Internet. La libertà è un bene troppo prezioso per barattarlo con la sicurezza.

    Ma è bene tenere conto anche dei rischi. Che degli algoritmi, per quanto ottimizzati, selezionino quello che mi potrebbe interessare, ovviamente mi preoccupa. Ogni essere umano è più molto più complesso di quanto risulti da queste “fotografie”.

    E’ vero, anche se siamo prudenti, quando ci muoviamo nella grande Rete è come se una webcam caratteriale ci continuasse a monitorare. Grazie ad essa è possibile scoprire le abitudini di una persona, capire come si muove, che luoghi preferisce frequentare.

    Ma non esiste una tecnologia tanto sofisticata da cogliere tutte le sfumature. A mio avviso, al confronto, una vecchia cinepresa amatoriale degli anni ’60 aveva una maggiore fedeltà a catturare le immagini. Per questo condivido le preoccupazioni per questi goffi tentativi di costruirmi un abito su misura partendo da lì.

    Grazie della visita, ciao 🙂

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