Li mortacci tua /345

NICOLE MINETTI
È bello, grande, grosso e così ben dotato,
confesso che moltissimo l’ho amato.
Non aggiungo gonfio per non sembrar volgare
però è di lui che vi vorrei parlare.
È lui che quando ci penso ancor lo voglio.
Vabbé, ve lo dico: il suo portafoglio.

[Archivio L.M.T. | “Li mortacci cosa?”]

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2 pensieri su “Li mortacci tua /345

  1. valter

    Ho visto un portafoglio accanto al muro,
    l’ho preso, con un fare un pò insicuro,
    ed ho guardato subito all’interno,
    sperando che stavolta il Padreterno
    m’avesse regalato una fortuna!

    Di banconote? … Ma neppure una,
    però c’era un biglietto scritto a mano:
    “Se avete, veramente, un cuore umano …
    non chiedo soldi, datemi un lavoro
    per viver la mia vita nel decoro!
    Ho ventinove anni, laureata,
    ma, come tante, son disoccupata!
    Mi chiamo Salimbeni Federica,
    vi lascio il cellulare di un’amica,
    perchè purtroppo, il credito è scaduto!”

    L’ho letto nuovamente, ho riflettuto
    ed ho chiamato il numero citato,
    in modo assai curioso e interessato:
    “Si, pronto – m’ha risposto una vocina
    le chiamo la mia amica, sta in cucina!”
    Un’altra voce: “Pronto, buonasera”.
    “Mi scusi signorina, questa sera
    vorrei parlarle per un certo impiego,
    se viene ad un incontro, poi le spiego!”

    S’è presentata un “pezzo di … figliola”
    …che m’ha bloccato il fiato nella gola!
    Per farla breve, dopo quella scena,
    abbiam scherzato, siamo andati a cena,
    parlando di vicende allegre, belle,
    e, poi, … in un albergo a cinque stelle.

    Per una notte intera, tutto sesso
    ed al mattino dopo … un altro amplesso,
    m’ha detto, con un bacio sulla guancia:
    “Mi devi quattrocento, senza mancia! ”.
    “Ma come! – le ho risposto a brutto muso
    T’ho offerto un posto fisso, son deluso!
    Credevo mi volessi ringraziare
    in questo modo, senza poi … saldare! ”

    Rispose lei, con un certo orgoglio:
    “T’ho messo quel biglietto al portafoglio
    perch’era un trucco, solo per … ‘giocare’!
    Son quattrocento, … sbrigati a pagare!
    A me non serve … andare a lavorare! ”

    (Sergio Garbellini)

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