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Eli Pariser: Attenti alle “gabbie di filtri” in Rete [video]

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Eli Pariser: Attenti alle “gabbie di filtri” in rete [TED.com]

Nel loro tentativo di fornire servizi su misura agli internauti (assieme a notizie e risultati di ricerca), le aziende virtuali (web companies) ci fanno involontariamente correre un rischio: rimanere intrappolati in una “gabbia di filtri” che ci ostacola l’accesso ad informazioni che potrebbero stimolarci o allargare la nostra visione del mondo. Eli Pariser argomenta in modo convincente come questo rischio sia negativo per noi e per la democrazia.

[via Manteblog]

Neutralità della rete: ADSL senza filtri

No Deep Packet InspectionQuella della neutralità della Rete è una questione molto importante, ma un po’ complessa da spiegare a chi non la conosce.

A me sta molto a cuore perché ritengo sia strettamente legata al tema della libertà (nel senso più ampio e nobile del termine), delle pari opportunità, della parità di accesso, del pluralismo e della libertà di informazione. Se pensate che la stia sparando un po’ grossa, cominciate a documentarvi un po’ e vedrete che non ho esagerato.

Alberto “AlBlog” Leoni ha scritto un interessante post, ADSL senza filtri: la scelta migliore da fare, che vi invito a leggere; è un ottimo spunto di riflessione sulla questione, scritto con esempi chiari anche per i non addetti ai lavori.

L’Internet che a me piace è quella in cui il traffico non viene analizzato da qualcuno per valutare se un certo tipo di dati può essere discriminato a favore di altri.

Italia.it, il Governo a Generazione Attiva: “non avete diritto d’accesso agli atti pubblici del portale costato 45 milioni di Euro”

logo italia.it

Dal blog di Andrea D’Ambra

[…] la commissione ha concluso, con un motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta Associazione, “…non rientra tra i diritti specifici dei consumatori…in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica”. […]

[via Stefano Quintarelli]

Italia.it chiuderà

logo italia.it
Leggo poco fa su Punto Informatico

Il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli lo aveva ventilato nei giorni scorsi ed ora è confermato: il portalone del turismo Italia.it chiuderà.

Ora è confermato, i soldi dei contribuenti sono stati buttati. Qualcuno pagherà per gli errori commessi?

Update Gennaio 2008

NYTimes.com interamente gratuito

Vado di fretta, ma questa è interessante e me l’ero persa.
Grazie a terronista blog per la notizia.

Il New York Times ha deciso rinunciare agli abbonamenti per la versione online e ora tutto il sito, compresi gli archivi degli ultimi vent’anni del giornale, sarà consultabile gratuitamente da tutti.

Il preoccupante “livello minimo” del decreto

Secondo Stefano Quintarelli, il provvedimento sulla pedopornografia che sta preparando il Governo Prodi contiene un “minimo“, pericoloso a livello interpretativo:

I siti segnalati dal Centro possono essere inibiti al livello minimo di nome a dominio ovvero a livello di indirizzo IP ove segnalato in via esclusiva.

[…] il diavolo si annida nei dettagli e quel “minimo”, non aggiunge valore, anzi, é mia opinione che introduca una fortissima criticità interpretativa. […]

L’allarme lanciato da Quintarelli sul suo blog personale è a mio avviso fondato.
Vi consiglio la lettura di questi due post:

La coerenza del Ministro Fioroni

Condivido pienamente il post di Massimo Mantellini, che riassume e commenta efficacemente alcune recenti prese di posizione dei parlamentari della Margherita e in particolare del Ministro Fioroni.

Qualche giorno fa il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, […], ha inteso informarci del fatto che il governo sta pensando ad un giro di vite per “regolare l’accesso a Internet e l’utilizzo dei videogiochi”.

Il nostro Ministro, fedele allo standard di coerenza del politico italiano medio, si è dimenticato da qualche mese di dare un’occhiata al proprio sito. L’ultimo post [edit 25/01/2009 by GZ: rimosso link in quanto non più funzionante] del suo blog, datato 3 marzo 2006 (aggiornato fino a poco prima delle elezioni, che coincidenza…), ha in questo momento 2986 commenti, in gran parte spam che pubblicizza link a siti pornografici.

Prima di lamentarsi delle porcherie in giro per la Rete, il Ministro farebbe bene a dare una ramazzata a casa sua.

Aggiornamento

Procedendo con la lettura dei feed arretrati, vedo che se parla anche altre parti. Per esempio qui:

Lascio perdere il link alle ricerche di Technorati perché, sta diventando un’abitudine, i risultati non sono aggiornati. Il mio post pingato regolarmente da un’oretta, non compare ancora ricercando ad esempio il tag Giuseppe Fioroni.

Aggiornamento 29/11

Come segnala Punto Informatico, che ringrazio per la citazione, il blog del Ministro risulta attualmente “In aggiornamento”. E ramazzata fu.

A testimonianza rimane la cache di Google [edit 25/01/2009 by GZ: rimosso link in quanto non più funzionante]

Da leggere, l’ottima lettera aperta a Fioroni di Alessandro Marescotti di Peacelink e gli interventi sensati di due politici: Antonio Di Pietro e Fiorello Cortiana [edit 25/01/2009 by GZ: rimosso link in quanto non più funzionante] (Cortiana, nel sito sarebbero utili i permalink delle notizie e, già che ci sono, anche i Feed! 🙂 )

Infine, l’intervista al Ministro Fioroni [edit 25/01/2009 by GZ: rimosso link in quanto non più funzionante] di Anna Masera, pubblicata su La Stampa.

Anche Beppe Grillo scrive della figuraccia di Fioroni.

La Casa delle Liberta’

Da Manteblog di Massimo Mantellini:

Daniele Minotti mi segnala questo prezioso disegno di legge che porta la firma dell’On. Enrico Nan di Forza Italia. Lo scopo della sua proposta e’ quello di allontanare il sesso da Internet. Il nostro invece e’ quello di allontanare l’On. Nan da ogni aspirazione legislativa sulla rete Internet.

1. E` vietato consentire il libero accesso ai siti INTERNET che riproducono contenuti a sfondo sessuale e che divulgano immagini o notizie finalizzate a promuovere o a suscitare fantasie di tipo sessuale.
2. Ai siti di cui al comma 1 si puo`accedere solo dopo avere autocertificato la propria maggiore eta` e avere fatto espressa richiesta di accesso.
3. I siti di cui al comma 1 non possono essere pubblicizzati.

ps. ah dimenticavo: se metti sul tuo sito una foto che suscita “fantasie sessuali” vai in galera da 1 a 5 anni.

Update 28/09

Ne parla anche Punto Informatico

Update 30/09

…e Repubblica.it