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Cade da ponteggio, romeno abbandonato in una zona isolata. Condannati (un po’) i responsabili

Era volato giù da un ponteggio in un cantiere abusivo e si era letteralmente spaccato la schiena. Lo avevano caricato su una macchina, portato in una zona isolata della città, abbandonato come si fa con un sacco dei rifiuti.

La vittima, un 33enne romeno, ha perso definitivamente l’uso degli arti inferiori. Ecco le condanne “esemplari” ai responsabili:

7 mesi di reclusione, senza le attenuanti generiche, con l’accusa di lesioni personali colpose aggravate. Sono stati anche condannati a pagare una multa di 650 euro e una provvisionale di 50mila euro a favore della vittima (il pm aveva chiesto 229mila euro). Infine, dovranno pure risarcire l’Inail per le indennità erogate per l’invalidità dell’operaio.

Se un ragazzino condivide con eMule mp3 protetti da diritto d’autore, penalmente rischia di più. Idem per la multa.

Morale: per legge è vietato scaricare canzoni (da Internet) o romeni (dalla macchina). Ma con i secondi puoi farlo anche se tu vivi fuori dai grandi centri dove non c’è copertura ADSL. E poi ricorda che in questo caso non colpisci gli interessi delle Major e quindi, anche se li abbandoni feriti in un luogo isolato, il reato è considerato dai legislatori penalmente meno grave. Nel dubbio, applica il bollino SIAE.

Fonte: CronacaQui.

PS: se non capisci il senso di questo post, esci a prendere una boccata d’aria e torna tra un po’. Evita solo di passare sotto i ponteggi.

Caso Fontaneto, l’Italia se ne frega delle normative dell’Europa

Fontaneto Autoservizi logoPremessa: racconterò una vicenda in pieno conflitto di interesse. La ditta di cui vi parlerò è di proprietà del padre e del fratello di Carlotta, la mia compagna. Inoltre sono loro consulente nella gestione dei siti Internet. Pur conoscendo i fatti, fino a ora per questioni di opportunità mi ero sempre astenuto dal segnalarlo qui sul blog. Ma ormai la situazione è talmente grave che anch’io voglio fare la mia parte affinché più persone possibili vengano a conoscenza di questo caso vergognoso. Se qualcuno di voi ci darà una mano a diffondere, ve ne saremo grati.

Apparentemente sembra una questione tutta locale, ma non è così: riguarda uno Stato, l’Italia, che se ne frega platealmente di rispettare le normative comunitarie. E così, violando le regole (comprese quelle del libero mercato), rischia di far scomparire un’azienda che altrimenti godrebbe di ottima salute.

La vittima in questione è una storica ditta novarese, la Fontaneto Autoservizi Novara, che da qualche giorno ha sospeso il servizio pubblico di bus. Da tempo lo sosteneva in perdita. Regione Piemonte e Provincia di Novara infatti si rifiutano di applicare le normative europee a cui devono obbligatoriamente attenersi.

La Fontaneto vanta oltre cinque milioni di Euro di crediti dalla Regione Piemonte. E, nonostante sia un’azienda molto radicata nel territorio – apprezzata anche per essere stata tra le prime del settore in Italia ad applicare le rigide regole in termini di sicurezza (costose, ma a garanzia dei viaggiatori e degli autisti dei bus) – è in gravissima crisi di liquidità. Ci sono sentenze dei tribunali a loro favorevoli, ma i soldi non arrivano comunque.

Inoltre per una serie di motivi complessi, spiegati anche sul blog aziendale, i concorrenti con cui devono misurarsi ogni giorno godono di benefici irregolari. Le normative europee sono chiare al riguardo: in una relazione di traffico o si finanzia il treno o si finanzia il bus. In questi casi le aziende che già sono titolari di concessioni pubbliche per servizi di linea bus, fornendo servizi sostitutivi di Trenitalia su quelle stesse tratte, riescono ad accumulare rimborsi al km da 2 a 3 volte più grandi rispetto a quelli ricevuti dalla Fontaneto nella sue zone. Vengono quindi gravemente alterate anche le regole del libero mercato e della concorrenza.

Ci tengo a sottolineare che le violazioni sono state avallate sia da amministrazioni di centro-sinistra che di centro-destra.

Tra pochi mesi qui in Piemonte ci saranno le elezioni regionali. Come ho già fatto per le provinciali dello scorso anno, annullerò la scheda elettorale. Ci sono responsabilità penali personali, su cui la Magistratura giudicherà. Ma ci sono anche gravissime responsabilità politiche: molti all’interno dei partiti, pur essendo a conoscenza dei fatti, fanno finta di non sapere o capire, magari perché stare dalla parte del giusto è poco conveniente in termini di consensi clientelari. Io persone così non le voto.

Link:

Aridatece le crociate

Della serie “E’ Natale e non mi sento molto bene” 😉

Google ricorda di tutti gli anniversari e tutte le persone celebri. Un giorno sì e uno no ecco apparire un’immagine a «taroccare» simpaticamente la sigla del celebre motore di ricerca. Da Pavarotti, a Gandhi, a Marconi… fino alle più oscure figure di scienziati, come l’inventore dell’alfabeto Morse o il padre dell’Esperanto, tutti i personaggi celebri trovano spazio nel sito web piu’ famoso del mondo.

Solo di una persona Google non si ricorda mai: Gesù Cristo.

Collegatevi al sito di google in questi giorni. «Buone feste», ci dice Google. Ma solo con l’immagine di pupazzi di neve, renne o palme con le palline. Oggi, giorno di Natale, ci sta il simbolo pacifista degli Anni Settanta e un missile! Gesu’ Cristo dov’è finito? Buone feste, ma nessun accenno a chi e’ la causa di queste feste. Ecco come la censura laicista e anticristiana può’ arrivare al ridicolo!

Angelo Mandelli, Novara

Da “La Posta dei lettori” de “La Stampa” – 27/12/2009, sezione Novara e VCO, pagina 68 (scarica PDF – 380 KB)

L’indifferenza

Storia di un detenuto da nulla di Pino Corrias (Vanity Fair, 17 settembre 2009)

Probabile che il nome Sami Mbarka Ben Gargi, non vi dica nulla. Invece dovrebbe. Era detenuto nel carcere di Pavia. E’ morto in ospedale rifiutando cibo e acqua il 5 settembre scorso. Era tunisino, aveva 41 anni, chiedeva la revisione del suo processo. Ha iniziato lo sciopero della fame e della sete il 16 luglio. Secondo il suo avvocato “non ha mai perso lucidità” e la sua forma di estrema protesta l’ha praticata in piena consapevolezza fino alla fine, diventando il ventottesimo suicidio che dall’inizio dell’anno insanguina le carceri italiane, dove oggi vivono ammassati 64 mila detenuti in uno spazio che dovrebbe contenerne 20 mila di meno.

Sami è morto solo come un cane. Anzi peggio. Perché se fosse stato un cane, forse qualche compassionevole associazione di animalisti avrebbe protestato e si sarebbe battuta per la sua vita, come accade a certe fortunate specie di uccelli, ai delfini e alle balene. Invece era solo un tunisino, di quelli che ogni tanto, d’estate, lasciamo annegare nel Canale di Sicilia oppure riaccompagniamo nei lager dei nostri alleati libici a finir di morire.

Se fosse stato un uomo in carne e ossa, magari un cristiano con il diritto alla vita incorporato, ci sarebbe stato il fior fiore delle associazioni religiose pronte a mobilitarsi per la sua salvezza. A presidiare anche di notte l’ospedale di Pavia dove stava crepando con cartelli pro vita, candele, canti e pianti. Sarebbero scesi in campo tutti, i teo con e i teo senza, compreso quel galantuomo di Dino Boffo, l’ex direttore di Avvenire che per difendere la vita di una tale Eluana, aveva insultato perfino il padre, il signor Englaro, chiamandolo assassino.

Kafkian Stories, multato e perseguitato per non aver commesso il fatto

Aggiornamento 29/07/2009

Ho pagato la multa perché un nuovo ricorso al Giudice di Pace era troppo oneroso in termini economici e di tempo.
Ci tengo che si sappia però che ho pagato una cifra non dovuta al Comune di Qualiano – Polizia Municipale: €106,29 + spese postali.

Per chi vuole approfondire, qui di seguito c’è la storia…

Se siete vecchi lettori di Zanblog.it forse vi ricorderete la storia della multa presa in un paese in cui non ero mai stato in vita mia. Avevo fatto ricorso e non ho più avuto notizie. Ma non era finita…

Provo a riassumere velocemente quello che è successo:

  • Il 15/12/2007 ricevo la notifica di multa per sosta in doppia fila, avvenuta alle 11:20 del 30/08/2007 a Qualiano, comune dell’hinterland napoletano. Importo da pagare: 43,15 Euro
  • A Qualiano non sono mai stato in vita mia né io né la mia auto (sono di Novara).
  • La contravvenzione riporta correttamente la targa della mia auto, ma il modello del veicolo è indicato come “AUTO” (che precisione!). Molto probabilmente il vigile ha sbagliato a trascrivere la targa.
  • Decido di chiamare il Comando dei Vigili di Qualiano, sperando di chiarire l’equivoco. Dopo varie telefonate inutili, parlo con un vigile che ammette che quasi sicuramente si è trattato di errore. Ora voi penserete: l’errore è loro e loro lo risolveranno. Sbagliato, “mr. affari suoi” mi conforta “non si preoccupi, basta fare ricorso. Al 99% sarà accolto”.
  • Sento un’amica avvocato, decido di non pagare e fare ricorso. Invio raccomandata con ricevuta di ritorno al Prefetto di Napoli.
  • La ricevuta di ritorno non arriva, è andata perduta, così mi tocca pure fare richiesta di duplicato. Capisco che anche le Poste lavorano insieme a Kafka alla stesura del romanzo.
  • Non ho più nessuna notizia e mi convinco che la cosa forse si è risolta e la ruota della sfortuna ha preso di mira qualcun altro.

Tutto finito allora? Errore.

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Ma qui diamo i numeri…

Nell’Unione Europea il numero unico 112 dovrebbe garantire l’accesso a tutti i servizi di emergenza (polizia, carabinieri, ambulanze, pompieri etc).

Indovinate in quale paese esiste un numero per ogni servizio? E ora, al solito, arrivano le procedure d’infrazione…

L’Europa bacchetta l’Italia sul 112: “Non garantite i servizi d’emergenza” Repubblica.it, articolo di Andrea Bonanni

Li mortacci tua /162

MATTEO SALVINI
Anche se i benpensanti si sono offesi
all’idea di riservar ai soli milanesi
alcuni vagoni della metropolitana
sappiate che è una provocazione bella e buona.
In realtà siam così tolleranti e solidali
che riserverem vagoni ai soli extracomunitari.

L’archivio degli epitaffi | “Li mortacci cosa?”

Non nominare il nome di Silvio innano

Ecco a che punto siamo arrivati a mamma Rai.

Domenica In, Silvan fa un’innocente battuta e la presentatrice si sente in dovere di dissociarsi (da notare le insistenti richieste di precisazione fuori campo):

La tua battuta è assolutamente personale, io invece voglio cogliere l’occasione per ringraziare non solo le istituzioni, che sono molto presenti sul campo e stanno dimostrando davvero l’impegno concreto […]

Non ci avevo pensato, Silvan e Stalin iniziano e finiscono con la stessa lettera. Cribbio, siamo circondati da pericolosi comunisti che non perdono occasione per irridere il nostro efficientissimo e instancabile Presidente del Consiglio (poveraccio è talmente impegnato che non riesce nemmeno a godersi un camping da fine settimana)

[via YouBlob.org]

Solidarietà a Vauro e Annozero

Vauro piano casa terremoto

Spero che sia chiaro che il punto in questione non è se la vignetta vi piace o no, se sia “forte” o no, se vi piace Annozero o no. Mi pare ormai sempre più evidente che in questo paese (in minuscolo) chi non si allinea al pensiero comune, chi è fuori dal coro, non solo viene criticato come sarebbe legittimo, ma è punito e messo all’indice come “pericoloso”.

Se siete persone che ragionano liberamente e senza pregiudizi, vi renderete conto che fatti come la sospensione di Vauro per la vignetta qui sopra, solitamente accadono solo nei paesi autoritari.

E qui veniamo al secondo problema: quanti tra i sedicenti liberali alle vongole protagonisti della vita pubblica italiana, politici, editorialisti, direttori di giornali, capitani d’industria, prenderanno posizione per difendere non Santoro o Vauro, ma un principio? Io credo pochi. Perché la libertà di parola nasce nel ‘700 per poter parlare male di chi stava al potere. Per parlarne bene, infatti, c’erano già i cortigiani. C’erano allora e ci sono ancora.

L’articolo Punirne uno, per educarne cento di Peter Gomez, che personalmente condivido pienamente, su Voglio Scendere.