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Greenpeace a Napoli: “Differenziamoci” [video]

Alla faccia di chi vorrebbe costruire gli inceneritori (convengono a chi gestisce il business, molto meno alla salute dei cittadini), sono convinto che sia decisamente meglio puntare sulla raccolta differenziata spinta.

E a Napoli, è proprio impossibile da realizzare? Greenpeace è passata dalle parole ai fatti:

Link di approfondimento al sito di Greenpeace:

PS: qui a Novara, qualche anno fa ci siamo rimboccati le maniche e ora siamo a oltre il 68% di differenziata (oh, non è tutto rose e fiori: esistono purtroppo anche alcuni idioti incivili che abbandonano i sacchetti sui bordi della tangenziale e delle strade periferiche)

A casa

Eccomi di nuovo in pista.

La vacanza a Capri è andata bene: tempo bello, solo un po’ afoso. Ottima la compagnia, ho ritrovato con piacere gli amici del posto e finalmente visto il piccolo Mattia.

Appena ho voglia/tempo pubblico qualche foto (in realtà sarei in arretrato anche di due Zantrekking… 😉 )

Delusione completa invece per Napoli. Sta sempre peggio. Qualche anno fa sembrava stesse faticosamente e orgogliosamente risalendo la china. Quest’anno, a parte il ricorrente problema dell’emergenza immondizia, io e 8@ oltre che trascurata, l’abbiamo trovata peggiorata sotto tanti punti di vista.

Credo proprio che i napoletani siano completamente sfiduciati e anche i più sensibili stiano perdendo energia e quel poco di ottimismo rimasto. Quello che appare sempre di più come un far-west metropolitano, sta facendo chiaramente prevalere un preoccupante e diffuso egoismo.

Pensate ad esempio che in mezzo a una marea di motociclisti senza casco, automobilisti senza cinture, bambini in braccio al genitore sul sedile anteriore – che non ci hanno stupito più di tanto – siamo rimasti impressionati da questo episodio: eravamo imbottigliati nel traffico in pieno centro sull’Alibus che collega Capodichino al molo Beverello; è arrivata un ambulanza con sirena e praticamente quasi nessuno si è spostato per farle largo, obbligandola a procedere per alcune centinaia di metri alla stessa velocità delle vetture che la precedevano e che sembravano non voler cedere la posizione faticosamente conquistata.

Se non c’è rispetto per una persona che sta male e che necessita di cure immediate, vuol dire che siamo proprio alla frutta. Lo scrivo soffrendo, perché qualche anno fa gioivo e tifavo per alcuni incoraggianti segnali di rinascita e riscatto della capitale partenopea.